15 novembre 2004

IL LUOGO DEL DIVINO

Specchio del sentire, voce dello spirito

Lo sviluppo del pensiero occidentale ha portato ad una tragica scissione tra corpo e anima, mentre l’origine della filosofia e del pensiero europeo ha la sua profonda radice in una concezione del corpo come luogo abitato dal divino.

Il corpo con il suo linguaggio, esprime religiosità, arte, bellezza. A ribadirlo è Angiolina Martucci Lanza, presidente dell’AICC Delegazione di Verona, nell’interessante convegno sulla “Poetica del corpo”, promosso dall’AICC, Delegazione di Verona. Un convegno con una sintonia davvero rara tra gli interventi dei relatori chiamati a parlare della poetica del corpo nelle sue diverse accezioni.

L’apertura è affidata a Dario Ghelfi che ci cala nella letteratura fumettistica. I protagonisti maschili dei carttoons appartengono sempre a precise categorie estetiche come, ad esempio, del “bello/brutto” o dei “diversi”; Lo stesso vale anche per il genere femminile, dalle vamp senza parola alle fanciulle in perenne adorazione del loro eroe. Si tratta di una estetica  che, oltre a connotare la personalità, riflette sempre e comunque  il costume e la moda dei tempi.

A ricordarci che “il corpo non mente mai” è la psicologa Francesca Speciani. Il corpo è specchio del nostro sentire, ma anche strumento di relazione con gli altri. Il corpo  si esprime e suscita emozioni e passioni, ma induce anche riflessioni e suggestioni; basti pensare al teatro e alla danza.

Diversi sono, in questi due ambiti, i modi di lavorare sul corpo. L’attore e regista Paolo Valerio, soffermandosi sui metodi più importanti, ha affascinato col suo racconto personale, ricordando come la fatica sia un segreto straordinario per l’attore “atleta del cuore”. Molteplici le scuole legate alla danza, ricordate da Lorella Doni. “La danza vera è quella che tenta di conservare il nostro patrimonio culturale. Solo in essa si assiste al miracolo dell’arte”.

La danza è anche sacralità del gesto: chi danza diventa icona vivente della Parola”. A toccare i nostri cuori con una danza di parole di grande intensità, è la teologa biblica Antonella Anghinoni . “Nella mentalità semitica la danza sacra è un mezzo per rendere visibile la gioia e la pace. Ma la danza è anche parola del corpo: nella religione ebraica non esiste preghiera senza che anche il corpo preghi”.

E cosi si danza per celebrare una vittoria, per esprimere lode, per onorare la fertilità.

Con Luca Dorizzi entriamo invece nell’avvincente ambito della “sintomatologia” dell’amore, quando i sentimenti contrastanti si traducono in sintomi corporei. “manca la voce, la lingua si fa rotta, c’è un brivido di fuco nelle carni”. Così è per Saffo e Catullo, poeti assai differenti. Eppure per entrambi il sentimento d’amore è motivo esistenziale, esperienza totalizzante.

Infine, a raccontarci del corpo ornato, soffermandosi sulla magia racchiusa nel fare, è la scultrice Piera Legnagli che da tempo si dedica anche realizzazione di gioielli, pezzi unici che richiamano le forme delle sue grandi opere. “Il gioiello è una sintesi di emozioni e pensieri che diventano forma.

Non solo interagiscono col corpo, ma comunicano agli altri ciò che sentiamo”.

La chiusura del convegno è affidata al bel video di Beppe Domenichini. Un filmato artistico che articolandosi su lirica, cronaca, memoria, tragedia, ci racconta con rapide metamorfosi l’immagine del corpo svilita da quella esaltata e idealizzata nell’opera d’arte. Quando la poetica del corpo svanisce e l’arte non è più.  Maria Teresa Ferrari