Scuola Media Statale    "Enrico Fermi"

Manduria (Ta)

 

Giocare nell'antica Roma

Civiltà latina e lingua italiana: l'antico latino nell'italiano di oggi.

 

Tavolino da gioco con dadi e turricola. Dal calendario di Filocalo.

 

 

Anno scolastico 2004/2005

 

Questo lavoro di ricerca etimologica fa parte del Progetto

 "Lingua e Civiltà latina" per l'insegnamento del latino.  

 

 

 

Hanno curato:

 

Angela Nardozza e gli alunni 

delle classi 1 a L e 1 a S  

 

la ricerca etimologica 

 

Massimiliano De Razza, Giuseppe Schiuma e gli alunni Pierpaolo Gennari ed Egle Rochira

l'elaborazione automatica dei testi e la composizione

 

Giuseppe Schiuma

 

Il progetto grafico e l'impaginazione  

 

 

Presentazione La conoscenza della civiltà romana e, nello specifico, per noi allievi delle classi 1^ L e 1^ S, dell' attività ludica del popolo romano in tutte le sue varie forme ed aspetti, ha consentito di dare inizio ad uno studio sistematico della terminologia ad essa connessa, rilevando un parallelismo lessicale e culturale con la nostra :lingua e civiltà.

La conoscenza della connessione storica tra il latino e l'italiano, già ampiamente illustrata sin dal nostro primo incontro con lo studio della lingua latina, si è andata sempre più consolidando attraverso l'approccio al lessico del campo sèmantico oggetto di studio, la ricostruzione etimologica dei termini italiani (ed in  merito si consideri che in un moderno vocabolario della lingua italiana il 54/28% dei lemmi ha un'etimologia derivante dal latino) ed, ancora, attraverso la riflessione critica dei meccanismi della formazione linguistica e l'uso della tecnica di individuare e raggruppare famiglie di parole.

La scelta dei contenuti è stata rapportata alle varie fasce di età ed essa non ha rispettato, in un solo caso, l'ordine alfabetico, ma momenti evolutivi dell' età.

 

In questo nostro lavoro di ricerca, abbiamo potuto fruire del supporto di prezioso materiale di consultazione attraverso l'uso di strumenti informatici e dizionari etiimologici di lingua latina ed italiana.

:Grazie a questo paziente ed interessante lavoro di biografia delle parole :considerate, ogni parola per noi è diventata fonte di storia, di comprensione più intuitiva e diretta della lingua latina, di maggiore competenza linguistica e di ricerca della nostra identità culturale.

Rivivere il tempo libero del passato che, poi, non è tanto dissimile dal nostro è stato veramente molto emozionante!

 

 

 

I GIOCHI NELL' ANTICA ROMA

Gioco

(dallat. iocu(m)), propr. gioco di parole, facezia, scherzo. La voce ha sostituito, poi, la voce ludus, gioco in azione.

La "i" iniziale seguita da un' altra vocale, aveva valore di consonante e, a poco a poco, fu pronunciata come "gi". Secondo alcuni, iocus sta per diocus dalla radice div-=dju giocare, scherzare; un'altra radice potrebbe essere jak scagliare, con il senso primitivo di scherzo, quasi dardo (latjacuIum), oggetto scagliato.

Ludo

(dallat Iiidu(m)), propr. giuoco, oggi è usato solo in poesia. La voce Iiidus sta per lugdus (arcaico loedus, loidus per loegdus, loigdus), dallo stesso ceppo dell' ant.gr. (in Esichio lyòzo): la rado lùg-, leg-=rug, reg- saltellare dà il senso di esultare, tripudiare e compare nel sscr. reg - ayati saltar re).

1)    Deriv. Giocattolaio, Giocattolo, Giochèrello; Giochètto; Giocoso. Cfr. Giullare. Da ricordare che la voce giullare con la quale si indicava l'attore, il cantastorie e il musico girovago nel medioevo deriva dal lat. ioculare(m).

                            2)Deriv. Alludere; Colludere; Deludere; Eludere; Illudere; Ludibrio;

                              Ludificare. Comp. di Iudire: Preludere; Prolusione.

I GIOCHI DEGLI INFANTI

 

Infante

(dallat inflinte(m), comp di in n. e part. preso di fliri parlare). La voce indica, perciò, il bambino che non sa parlare infante il bambino fino a circa 7 anni). In italiano, però, si ebbe la caduta del prefisso in- e si disse fanticello, fanciullo per indicare il piccolo; poi la parola significò garzone (v. anche il f. fantesca, la cameriera, la serva) e, poiché un garzone serviva in guerra il cavaliere, fante significò soldato appiedato. Ecco le origini della fanteria.

l)       Derivo Infantile; Infantilismo (termine medico di recente formazione); Infanteria; Infanticida, Infanzia.

2) Derivo Facondo; Fama; Favella; Favola; Nefando.  

Poppatoio  

(da poppare)o La voce poppatoio, biberon fantasioso dall' aspetto allettante, a volte contenente sassolini o biglie, che divertiva e nutriva l'infante romano, è una derivo di poppare, derivo di poppa (lat. parlato *p uppa (m), mammella per il classico piipa(m) fanciulla, bambola. Il passaggio semantico non è del tutto chiarito e, considerando che i succhiotti avevano forme di piccole bambole, si pensa ad un passaggio inverso mammella > mammella artificiale>bambola di pezza>fanciulla. Per il Diez ed il Korting la derivazione da pupa porterebbe, per associazione di idee, al senso di mammella. Il Pott pensa ad una duplicazione di voce infantile, come può essere il termine pappa, ecc ... , mentre altri pensano che l'origine sia la stessa origine di papflla capezzolo, diminutivo di una voce non comune papa, da una radice pap- che ha il senso di cosa che si eleva, onde anche piipula pustula.

Derivo Poccia; Poppaiola; Poppare; Poppata; Popputo.

Crepundi

(lat. crepiindia) trastulli infantili. La voce indicava trastulli di svariatIssIme forme che, una volta agitati, producevano un rumore che copriva le urla del bambino, attirandone l'attenzione in modo da farlo calmare. Essa risale a crepitlire, intensivo di crepare strepitare, poi scoppiare da una base onomatopeica kr, frequente nella terminologia degli uccelli.  

Sonaglio

(dal lat. volgare *sonaculum). La derivazione dal lat. volgare è avvenuta attraverso il provenzale sonalh. La voce *sonaculum è, inoltre, derivo di sonare suonare, nsuonare.

Deriv. Sonagliera; Sonaglino.

Tintinnabolo

(dallat. tintinniibulu(m) campanello, sonaglio. È il giocattolo d'elezione per gli infanti romani, a forma di campanellino. La voce tintinniibulum deriva da tintinnare, detto anche dai Latini tinnlre, titinnlre, titinare.

Fischietto

(dim di fischio). Anche questo piccolo strumento divertiva gli infantes più grandi. Fischio deriva da fischiare o volgarmente *fistiare che, a sua volta, deriva da fisc'lare che sta per fist'lare, forma sincopata di fistulari (lat. tardo suonare la zampogna).

Deriv. Fischiettino

I GIOCHI DEI RAGAZZI

Ragazzo

I ragazzi sono i giovanissimi tra i 6 i 13 anni. Molte sono le proposte sull' origine di tale voce: da radiciire rasare; da *radica radice; da *ergatius lavoratore; dalla radice rak-/rag- piccolo; da una derivo di auriga cioè *auregax; dal lat. herede(m) da cui i sensi di ragazzo, bambino nell'Italia del Nord. Ma la tesi più accreditata è l'origine della parola dall' arabo raqqas.

Se si considera, poi, il sinonimo fanciullo, la voce deriverebbe da un precedente fancello (voce in uso in Umbria e Toscana), che deriva dafanticello (v. Infante), dim. di fante con sincope della sillaba pretonica -ti-o In fanciullo si ha la sostituzione di -ello- con il suffisso -ullo- di origine meridionale.

Se si considera, ancora, che in latino le voci ragazzo e fanciullo sono tradotte con puer, allora bisogna fare un confronto tra le voci piisiis fanciulletto, piisio ragazzetto e 7lXXZç in greco e si può riscontrare così la presenza della radice sscr. pu- che ha il significato di procreare, generare ed anche nutrire, da cui hanno origine le voci piipus e puer ragazzo.

l) Deriv. Ragazzaglia; Ragazzata; Ragazzume.

2)     Deriv. Fanciullagine; Fanciullata; Fanciullesco; Fanciullescamente; Fanciullezza.

3)     Deriv. Puerile; Puerizia; Puero. Comp. Puericultore; Puericultura; Puerilismo; Puerpera.  

Altalena

(prob. dal lat tolle(n)o ). Alla base di questa voce, che fa pensare ad un gioco tanto semplice, sta dunque il latino tollen(n)o, onis che indicava "una trave posta trasversalmente ad un'altra che si innalzava all'abbassarsi dell'altra".

Tolleno e tollenno con il loro suffisso caratteristico fanno pensare ad un' origine etrusca e, conseguentemente, altalena (voce popolare toscana) risulterebbe la continuazione di una voce etrusca in -ena (che si alterna con -enna) accanto ad -eno. Ed ancora tolleno è stato avvicinato a tollere per etimologia popolare.

La voce oscilliitio ( tardo lat.) ha anche il significato di altalena e la sua derivazione è da oscilliire, den. da oscillu(m), doppio diminutivo di os, oris con il significato di piccola maschera, di solito appesa agli alberi e dondolata dal vento.

l) Deriv. Altalenare

2)     Deriv. Oscillo onde Oscillografo; Oscillogramma; Oscillometro; Oscilloscopio.

 

 

Aquilone

(vc. dotta, lat. aquiliine(m)). Vento proveniente da nord o nord-est e, per estensione ogni vento impetuoso; per questo motivo la voce è posta accanto ad aquila ed è congenere ad aqullus di colore scuro, perché il vento è accompagnato da nubi scure.

L'accrescitivo di aquila, uccello che ha un volo rapido, è l'aquilone, il balocco che gli infanti romani si divertivano a lanciare, giocando all'aria aperta.

 

Birillo

(deriv. di brillare, variante di prillare). Anche il gioco con i birilli divertiva molto i fanciulli romani e per tale gioco venivano utilizzate le noci.

Per il Dei e il Devoto, la voce brillare ha il senso di roteare (dallat. rotiire,da rota) con successione onomatopeica b---r---l e con epentesi.

Per Migliorini-Duro la voce è affine al greco nEtpOç cavicchio. L'origine,

comunque, è ancora da scoprire.

 

Cavallino

(dim. di cavallo, in lat. cabiillus). Cavallini montati su ruote e trascinati con legacci erano il gioco dei bambini dai 4 ai lO anni. La voce cabiillus cavallo da lavoro è una forma quasi identica nel greco a Ka~6J.ÀT]ç (ed altre simili), tutte di probabile origine mediterraneo-balcanica. La denominazione più diffusa in latino era equus (f. equa). Le lingue romanze conservano continuatori di cabiillus e di equa.

Deriv. Cavalcioni (incrocio di cavallo); Cavallaio; Cavallante; Cavalletta; Cavalletto.

Deriv. Equidi; Equino. Comp. Equiseto.

 

Dondolo

(deriv. di dondolare).La voce è un incrocio dell'onomatopeico don delle campane con un verbo den. dal tardo lat. undula , dim. di iinda la cui radice è wed-/ud -, presente in tutte le aree in do europee e centrali con ampliamento - r/-n (in greco v. ubmp).

 

Plaustro

(dallat. plaiistru(m)), carro, partic. da trasporto, carretta. Con un carretto più o meno semplice cui attaccavano o un bastone o un asse per sedersi o topolini, come apprendiamo da Orazio, o trascinati da pecore, capre, cani o anche da qualche amico, i bambini romani dai 4 ai lO anni si divertivano a fare



scorribande. La voce plaiistrum e pliisteum pare da congiungersi a plautus, pliitus largo e piatto, che sembra, però, doversi meglio riferire alla radice plu­(germ. plu-), che ha il senso implicito di muovere in avanti, ond' anche il greco rrÀolov nave.

 

Ruzzola

(deriv. di ruzzolare). E' un gioco che fa pensare alla trottola. Voce, secondo Alessio in Postille, che sta dunque alla base del verbo ruzzolare ed è considerata prestito dell' emiliano rozel e ruzel (gioco costituito da una forma di formaggio), ugualmente derivo del lat parlato *roteu(m) a forma di ruota (rota(m». L'etimologia tradizionale dal lat. parlato * roteollire, den. del suddetto roteu(m) di ruota è messa in discussione dallo stesso Alessio.

 

Troco

(dal lat. trochu(m)). Ruota di ferro cui erano appesi molti anelli staccati che, muovendosi, crepitavano; i ragazzi l'adoperavano per divertirsi in luoghi liberi e la spingevano con un bastone (clavis).

Il gioco, cantato da numerosi poeti tra i quali Virgilio, presso i Greci era simile al gioco della trottola o paleo. La voce trochu(m) è dal greco TpOXOç.

La voce trottola, che è probabilmente den. di trottolare, sarebbe una derivazione di trottare su cui si è sovrapposto rotolare. Secondo alcuni, la voce è da collegarsi a rotula come nel volgare *druzzola per ruzzola; secondo altri, deriverebbe dal lat. troc(h)lea (gr.TpoxaÀia) girella che ha la stessa radice del greco da TpÉXE1V correre, TPOXOç corso, TPOXi] via, TpOXEOS girante.

È più attendibile, comunque, la versione che trottola stia per *tortula, dal lat. tiirtilis ritorto, formato si su tiirtus, part.pass. di tiirqueo torco: sulla metatesi della prima sillaba ha influito, senza dubbio, la voce trottare.

Dai Latini la trottola è stata indicata anche con la voce turbo che risale alla stessa radice tar- = tra- nel senso di muovere.

La voce paleo ha la stessa radice del greco 1[(XÀÀE1V vibrare, balzare uguale allat. pellere spingere, muovere.

1)     Deriv. Trochidi.

Deriv. Trottolare onde Trottolino; Trottolone.

I GIOCHI DEGLI ADOLESCENTI

Adolescente

(dallat. adulescente(m), part. preso di adolescere). La voce indica chi è nell'età intermedia tra la puerizia e l'età adulta, insomma chi è in via di crescita. Il verbo adolescere crescere è comp. di ad-olesco che è incoativo di alo, forma sec. allsco.


                       Giocare a nascondino

(deriv. di nascondere). La voce nascondere è dal lat. tardo (i)nabscondere, comp. di in e abscondere, comp. a sua volta di abs e condere che significa fondare, comporre ed anche sistemare (all'interno di qualcosa); condere deriva

da com arco per cum e do dalla radice dhe-/dho- porre.  

Giocare con le noci

(dal lat. nuce(m)). Il gioco con le noci consisteva nel tirare con una noce a un gruppo di quattro noci (cappa) oppure ad altre noci, cercando di colpire il più possibile.

La voce nux sta per cnux e forse ha perduto la c iniziale, se si considera la forma germanica parallela (a. ted hnuz): da una rado gn-=kn-,hn-, variamente ampliata in knoc-knot- ecc ... ) con il significato di tenere insieme.

                       Derivo_ Nocella-o (doppio diminutivo di nux); Nocina-o; Noceto; Nocetta; Nociona-e. Cfr. 

                      Nocchio; Nocciolo; Nocciuola

 

I GIOCHI DELLE FANCIULLE

Fanciulla

In lat. la voce viene tradotta con puella che deriva da pueruia, dim. di puera, voce non più usata in epoca classica. In lat. la voce fanciulla corrispondeva anche a piipa, f. di piipus fanciullo e fu voce di origine infantile-espressiva.

Palla

(dal long. *balla) palla. Gioco eterno ed immortale su cui sono stati scrittI addirittura trattati. La voce palla, dall' a. ted. palla, balla, bai, modo ball, ant. scand boli palla, cosa rotonda, per il Benecke ha una radice germanica (balla), secondo altri la radice è da ricercare nel greco ~aÀÀEiv, naÀÀElv = lat. pellere, gettare, scagliare ed anche nel greco nÉÀTTL lancia e lat. pllum giavellotto, pilo, palla.

Quattro erano i tipi di palla con cui giocavano i fanciulli romani: follis (palla gonfia di aria adatta ai giochi dei fanciulli); paganica (palla imbottita di piuma); trigonalis (palla piena di crine con la quale tre persone giocavano disponendosi ai vertici di un triangolo, lanciando la palla con la mano o con la rete): questo gioco era chiamato gioco del trigone; harpiistum (pallone che veniva afferrato dai ragazzi più grandi e scagliato lontano nel settore nemico): questo gioco fu chiamato dai Romanipuiveruientus.

L'espressione "Palle o Santi" veniva usata dai fanciulli insieme con l'espressione "Santi o Cappelletti", corrispondente all'espressione romana "Caput aut navim" = testa o nave, gioco che consisteva nel tirare in aria le monete e ad indovinare l'impronta della moneta, quando essa si posava a terra (la moneta da un lato aveva l'impronta del capo di Giano e dall'altro un rostro di nave ).

Deriv. Pallata-o; Palleggiare; Pallettone; Pallina-o; Pallone; Pallottola; Appallottolare: cfr. Pelata; Pillola; Pillolare; Pilloliera; Pillotta.

Pupa

(dal lato pupa(m)) bambola. Era il gioco preferito dalle fanciulle. In ongme, come già rilevato (v. Fanciulla), la voce indicava la fanciulla e, poi, la bambola specialmente negli usi regionali (nel dialetto lombardo "pua", nel parlare senese è un giocattolo da fanciulli, nel fiorentino "bambola", nel pisano"pupattola").

Deriv. Pupilla (dimin. di pupa).

HOBBY DEI GIOVANI

 

Giovane

(lat. parlato *iovene(m)lat. classico iuvene(m). La voce, entrata a far parte nell'uso latino con Catullo,largamente attestata in area tedesca, slava, baltica, celtica, indoiranica fa capo al sscr. yuvan e al figurato forte, eccellente che si avvicina a yavan difensore = che respinge, dalla radice yu- respingere (sscr. yu­yo-mi respingo). Ed allora giovane, che è colui che combatte, difende e respinge, deriverebbe dal lat. iuviire giovare, aiutare. E se Varrone sostiene questa derivazione, Burnouf collega questa voce alla radice div = dju essere lieto (v. Gioco ). E per concludere è giovane chi è nell'età più forte della vita.

Derivo Giovanaglia; Giovaneggiare; Giovanesco; Giovanetto-a; Giovanile; Giovanotto e Giovinotto; GioventÙ (lat. iuventiite(m)); Giovinastro; Giovincello; Giovinetto-a; Ringiovanire. Cfr. Giovenca.

Caccia

(deriv. di cacciare). Nella stagione propizia, specialmente quando il tempo era bello, i giovani romani preferivano ai giochi la caccia.

La voce cacciare, lat. parlato *captiiire, è intensivo di capere prendere: da "prendere ad andare a caccia" il passaggio semantico appare logico.

Se si considera, poi, che la voce caccia (atto del cacciatore) in lat. si traduce con veniitio, -onis, bisogna dire che questa voce deriva da venii,.i (di origine indeur.) andare a caccia ed appartiene alla famiglia lessicale vena = vaina caccia, attestata nelle aree: germanica, (weidinon cacciare ), slava (voina guerra, voi guerriero), indo-iranica (viiyeti cacciare). La radice vi- assalire, aggredire è presente nel sscr. ve-ti assalire, perseguitare.

Derivo Cacciagione

Equitazione

(dallat. equitatione(m)). Altra preferenza giovanile ai giochi. Si tratta di un nome d'azione di equitiire cavalcare, verbo che deriva da eques -itis che va a cavallo, che deriva a sua volta da equus (di origine indeur.) (v. Cavallino) mediante il suffisso -t- del nome d'agente e corrispondente a quello greco in -Tllç di mnoTT]ç cavaliere.

Derivo Equidi; Equino.  

 

I GIOCHI DEGLI ADULTI

Adulto

(vc. dotta lat. adiiltu(um), part. passo di adolescere crescere). La voce adolescere è intensivo di alere con prefisso ad-o La radice al- ("oscurata" in 01- ) è, dunque, presente nel latino al-o- (part. passo altus) nutrire e, probabilmente, anche nel greco aÀ8i]<JKCD che ha lo stesso significato.

Astragalo

(vc. dotta lat. astragalu(m). Nell' antichità fu usato analogamente al dado come mezzo di gioco l'osso del tarso posteriore di capre e montoni. Con gli astragali potevano giocare i piccoli (gioco del cerchio, della fossetta, delle cinque pietre, del pari e dispari) e gli adulti per i quali il gioco poteva essere rovinoso.

La voce astragalus ha origine dal greco a<JTpayaÀoç (forma abbreviata a<JTplç), affine a O<JTÉOV che significa vertebra del collo, per poi passare ad indicare l'osso a forma di cubo del tarso detto tallone, poi dado ed, alla fine, un ornamento architettonico. Con questo nome è conosciuta anche una pianta leguminosa il cui fiore ha la forma del calcagno.

Deriv. Astragalomanzia.

Dado

(prob. dallat. datu(m». I dadi avevano origini antichissime tanto che di essi si parla persino nell' Iliade di Omero e si giocava sulle tabulae lusoriae.

La voce datu(m) indica la cosa gettata (cfr. Calcillu(m) in Il gioco dei soldati, dare, gettare una pedina) ed essa si sarebbe diffusa dall'Italia settentrionale dove il passaggio da -t- a -d- è normale.

In latino è ancora da tener presente che la vc. dotta tessera(m), che propriamente significava cubo, passò ad indicare dado, poiché esso è quadrato in ogni parte.

La suddetta voce sembra una probabile riduzione del greco n~<J<Japa(YCDvoç) quadrato (per tetragono), alla lettera a quattro (TÉ<J<Japa) angoli (YCDvia). Per l'apofonia di -a- in -e - in sillaba interna davanti a -r- tessara diventa tessera. Con alea (vc.dotta lat. alea(m) ) si indica il gioco dei dadi, rischio, (di etimologia

incerta), quindi, genericamente gioco d'azzardo.

l) Deriv. Dadolata

2) Deriv. Tesserare.

3) Deriv. Aleatorio.

Filetto

(dim. di filo), (lat.filu(m)) (di origine indeuropea) Gioco da tavolo praticato su rudimentali scacchiere. I tardi derivati sono: *filaceam, *filamen tu (m), filare. La voce viene applicata nel senso di funicella e per similitudine a linea o tratto, ed, in generale a cosa filiforme o lunga a mo' di filo.

Deriv. Filettare.

Il gioco dei soldati

In latino l'espressione è Liidus latrunculiirum, gioco di alta strategia, forse il più complicato e serio dell' antichità, così chiamato proprio dalle sue pedine. Latrunculus è diminutivo di latro brigante, grassatore (orig. mercenario,di

provenienza greca come l'istituzione sconosciuta a Roma) e pian piano sostituì fiir nel significato di ladro.

La voce latro corrisponde al greco À(x-rptç mercenario (tesi diversa è sostenuta da Lottiner ) da cui, poi, il significato di soldato di ventura dalla radice lav- ( lav-, liì-, lò- guadagnare, presente nel sscr lòtas, lòtam, liJtram bottino, preda, nel latino lucrum per laucrum guadagno).

LA VERNA era la dea dei ladri.

Un' etimologia un po' artificiosa fu proposta dagli antichi che sostennero che latro fosse una contrazione di latero, termine che designava il soldato della guardia del corpo, perché stava ai lati (latiira) del principe e, successivamente, avrebbe significato il masnadiero che assedia i lati delle strade.

Ed allora da un servo che lavorava per mercede si passò ad indicare un soldato mercenario, e, poiché il mercenario non era un uomo onesto, il termine significò, come ora, brigante, assassino.

Nel gioco latrunculiirum e duiidecim scriptiirum erano adoperate dai Romani pietruzze e pedine (calculus) le quali, poi, se mosse secondo determinate regole su una scacchiera davano luogo ad un gioco simile alla nostra "dama" o ai nostri "scacchi". La voce è diminutivo di calx nel senso originario di ghiaia, sasso, adoperando gli antichi, per i propri conti pietruzze e non cifre aritmetiche (anche i ragazzi romani facevano i conti con le pietruzze). Il significato è, quindi, computare con riferimento all'operazione di calcolo, al calcolo già fatto e al suo risultato onde una delle tante espressioni: "stare a calcolo" conteggiare secondo il calcolo, ecc ...

Ancora oggi si chiamano "calcoli", conservando il significato originario del latino calculi, quelle concrezioni, simili a pietruzze, che, si formano nei reni o sul fegato e formano quel male che dicesi "della pietra".

l) Deriv. Latroncinare; Latroncinio.

2) Deriv. Calcolare onde Calcolabile; Calcolatore-trice; Calcolazione; Calcoloso "che è relativo a calcoli, che produce calcoli".

Morra

(etim. inc.). La voce forse deriva, secondo il Devoto, da una antica formula di gioco "zuca o mora" (giochi o aspetti?) simile al gioco par et impar?, di provenienza settentrionale e, quindi, corretta ingiustificatamente con l'introduzione della -r- germinata (v. Mora attesa dal latino mora(m).

Giocare a pari e carro

Era un giocare in mille modi o con gli astragali oppure con sassolini (v. Gioco dei soldati) oppure con le dita come per la morra.

La voce pari sta per par, dal lat. pare(m) uguale e come sostantivo paio che etimologicamente, sembra congiungersi al greco rrapa dirimpetto, rrapoç dinanzi, rrÉpa al di là, propr. quello che sta accanto. Altri, invece, attribuiscono alla voce il significato di scambievole.

La voce caffo (dial. Alt. It. caf) ha la stessa origine di ceffo da collegarsi al latino caput capo che, considerato figuratamente, indica il primo numero, il numero dispari per eccellenza. Per altri risale al gioco caput aut navim, (v. Palla) e per altri ancora all'ebraico chaf mano o palmo della mano, poiché le dita di una mano sono in numero dispari.

l)      Deriv. Parigliaj Parimentij Paro=Paio onde Appaiare; Parecchio onde Apparecchiare; Pareggiare. Comp. Dispari; Impari; Comparare; Disparare; Equiparare.

             Deriv. Caffarej Caffetto=fortunato accidente, quasi caso unico che non ha pari.

ABBREVIAZIONI

 

Alt.It.                      Altaltalia  

ant.gr.                      antico greco

ant.scand.                antico scandinavo

ant. ted.                   antico tedesco

Arc .                       arcaismo arcaico

cfr.                         confronta

comp.                      composto/i

den.                         denominale

deriv .                      derivato, derivazione

dev.                         deverbale

dial.                         dialetto

dim.                         diminutivo

etim.inc.                   etimologia incerta

germ.                       germanico

gr.                           greco

indeur .                    indeuropeo

lat.                           latino

m.                            maschile

mod.                        moderno         

n.                             negazione

orig.                       originariamente

part. pass.                participio passato  

part. pres.                participio presente

partic.                      particolarmente

prob.                       probabilmente

propr.                      propriamente

prov.                       provenzale

rad.                         radice

sec.                         secondaria

sost.                        sostantivo

sscr.         &